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Better Embedded 2014 : la mia sessione sull’Internet of Things

Il 4 e 5 Luglio sono stato a Firenze per l’evento Better Embedded 2014, la prima conferenza italiana dedicata al mondo embedded.

Ho avuto la fortuna e l’onore di essere speaker con una sessione sull’Internet of Things, intitolata “Internet of Things : protocols war !”. L’evento è stato seguito da molte persone come ogni anno ed ha mantenuto le sue aspettative e spero di poter rivivere questa esperienza anche l’anno prossimo.

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Per quanto riguarda la mia sessione, potete trovare le slide disponibili su SlideShare.

Windows for IoT : “cannot open include file arduino.h” ? Verifica la connessione ad Internet, hai bisogno del package Galileo C++ SDK su Nuget !

Ieri ho ricevuto il mio kit con la board Intel Galileo con la versione di “Windows for IoT” ed ovviamente, come un bambino che ha tra le mani il suo nuovo giocattolo, ho iniziato a giocare !

La cosa più semplice è quella di seguire la documentazione online, raggiungibile dal sito ufficiale Windows On Devices, che descrive passo passo come essere “up and running” in pochi minuti. La mia voglia di fare mi ha portato a commettere un “errore” che non mi ha permesso di concludere la procedura nel modo corretto. Cosa è successo ?

Dopo aver acceso la Galileo, averla collegata al PC e navigato tra le cartelle (sia con una sessione telnet che come “network shared”), ho deciso di sviluppare il primo esempio relativo al blinking del led. Apro Visual Studio 2013 e seleziono il template di progetto C++ relativo a Windows for IoT, avvio la compilazione ed …. ecco l’errore !!

arduino_header_error

Non trova il file arduino.h ? Come mai ? Non viene installato insieme all’SDK che dobbiamo scaricare dal sito Microsoft Connect ? La risposta è no !

Tutti gli headers file con relativa implementazione sono nel Galileo C++ SDK che trovate su Nuget. Per questo motivo, ho dovuto manualmente scaricare tale package e referenziarlo nel mio progetto. A quel punto, tutto ha funzionato correttamente !

A quanto pare, però, sono stato l’unico ad avere questo problema e mi sono chiesto come mai ! Tutte le altre persone che hanno il kit hanno compilato il progetto di esempio senza alcun problema ma soprattutto senza dover scaricare manualmente il package Galileo C++ SDK da Nuget.

Ebbene non è proprio così ! Quel package è necessario ma il wizard lo scarica automaticamente al momento della generazione del progetto ed a quanto pare, in quel momento, il mio PC non era connesso ad Internet !!!

Se il PC non è connesso ad Internet, il wizard crea il file package.config vuoto :

   1: <?xml version=”1.0encoding=”utf-8”?>
   2: <packages>
   3: </packages>

Viceversa, esso contiene un riferimento al Galileo C++ SDK (Microsoft.IoT.Galileo.Arduino 1.0.0.0) nel momento in cui c’è connessione.

   1: <?xml version=”1.0encoding=”utf-8”?>
   2: <packages>
   3:     <package id="Microsoft.IoT.Galileo.Arduino" version="1.0.0.0" targetFramework="Native" />
   4: </packages>

E’ ovvio che tale package è necessario se avete intenzione di sviluppare applicazioni Arduino-like (infatti il wizard specifica “Galileo Wiring app”) ma non nel caso di applicazioni Win32 standard.

Insomma … prima di partire con il Windows Developer Program for IoT assicuratevi di avere il PC connesso alla grande rete !

IoT, Arduino, REST e Cloud … su HTML.it

Cattura

Giunti al nono capitolo della guida introduttiva su Arduino, possiamo finalmente toccare con mano la nuvola !

In particolare, si parte dalla realizzazione di un semplice client HTTP REST su Arduino attraverso il quale poter trasmettere nel Cloud i valori di temperatura rilevati dal relativo sensore e letti attraverso il driver sviluppato nei capitoli precedenti. La nuvola che ospita il servizio di acquisizione dati è ovviamente Azure attraverso una semplice applicazione ASP.NET MVC4 Web API.

M2Mqtt 3.5 : .Net MQTT client con un miglior supporto SSL/TLS, altri miglioramenti e licenza Apache 2.0 !

Questa volta la libreria M2Mqtt ha subito alcune modifiche “importanti” sia in termini di nuove funzionalità che di bug fixing. Devo ammettere che i miglioramenti sono dovuti soprattutto alle persone che la utilizzano in maniera assidua e mi segnalano nuove funzionalità da aggiungere o bug da risolvere. Oltre ad alcuni problemi segnalati su CodePlex, questa volta anche Clemens Vasters, PM su Microsoft Azure, mi ha sottoposto alcuni miglioramenti da applicare nell’ambito dell’autenticazione SSL/TLS. Infatti, come già twittato molte settimane fa, Clemens ha usato la mia libreria per eseguire i test sul progetto Reykjavik (Device Gateway) presentato a Build 2014 ed io non posso che esserne onorato.

Autenticazione SSL/TLS

In questo caso, il miglioramento è strettamente legato alla versione per .Net Framework, poiché è l’unica versione a supportare quanto è stato aggiunto. In particolare, la classe MqttClient mette disposizione altri costruttori ai quali è possibile fornire le seguenti callback :

  • RemoteCertificateValidationCallback : permette all’utente di effettuare ulteriori controlli sulla validazione del certificato ricevuto dal server oltre a quelli già eseguiti dal sistema. Utile nel caso di debugging e di utilizzo di certificati self-signed, in modo da accettare a prescindere la connessione con il server;
  • LocalCertificateSelectionCallback : permette all’utente di selezionare in maniera opportuna il certificato client da trasferire al server in caso di mutua autenticazione durante l’handshake SSL. Il certificato può essere selezionato da un pool di certificati locali oppure creato “a volo” direttamente nella callback;

Per maggiori informazioni, è possibile fare riferimento alla documentazione MSDN ufficiale.

Nel caso del costruttore più complesso (con entrambe le callback), un esempio di applicazione può essere il seguente :

   1: MqttClient client = new MqttClient("<server_name>", 8883, true, ValidateServerCertificate, SelectClientCertificate);
   2: ...
   3: ...
   4:  
   5: bool ValidateServerCertificate(object sender, 
   6:                         X509Certificate certificate, 
   7:                         X509Chain chain, 
   8:                         SslPolicyErrors sslpolicyerrors)
   9: {
  10:     bool valid;
  11:     // check sslpolicyerrors and execute your certificate validation
  12:     ...
  13:     ...
  14:     return valid;
  15: }
  16:  
  17: X509Certificate SelectClientCertificate(
  18:                       Object sender,
  19:                       string targetHost,
  20:                       X509CertificateCollection localCertificates,
  21:                       X509Certificate remoteCertificate,
  22:                       string[] acceptableIssuers)
  23: {
  24:     X509Certificate cert;
  25:  
  26:     // choose client certificate from local store or creating new one
  27:     ...
  28:     ...
  29:     return cert;
  30: }

Costruttori obsoleti e tracing

Per cercare di semplificare la creazione dell’oggetto client, i costruttori che ricevono in ingresso un IPAddress sono stati “marcati” con l’attributo Obsolete. Infatti, tutti gli altri costruttori permettono di specificare in ingresso un indirizzo IP o un host name in formato stringa; sarò carico del costruttore verificare di che tipo si tratta e nel caso di host name effettuare una conversione ad indirizzo IP attraverso DNS.

Per quanto riguarda il tracing, alcune persone hanno segnalato che nella versione Nuget questa funzionalità non visualizzava il contenuto di ciascuno messaggio scambiato ma il tipo del messaggio; ciò era dovuto al fatto che la libreria Nuget è compilata in modalità Release ma i messaggi di trace erano attivi in Debug. La versione attuale fornisce il tracing sia in debug che release in quanto è legata al simbolo TRACE (e non più al simbolo DEBUG) che è definito in entrambe le configurazioni. Ovviamente, il tracing è sempre legato alla definizione di un TraceListener da parte dell’utilizzatore.

Bug fixing

I principali bug risolti sono stati segnalati sul sito CodePlex da alcuni utenti e di seguito riporto i riferimenti :

Conclusioni

La libreria è in continua evoluzione grazie alla community e molto presto includerà il supporto per MQTT 3.1.1 che tra poche settimane sarà standard OASIS. L’ulteriore passo è la licenza passata da L-GPL ad Apache 2.0 !

Come sempre potete trovare la versione aggiornata su CodePlex, Nuget e Microsoft Code Gallery. Infine, è stato ovviamente aggiornato anche il broker GnatMQ alla versione 0.9.1.0 ed il progetto M2Mqtt4CE.

Windows Developer Program for IoT ufficialmente partito !!

Capture

Seppure ne fosse stata annunciata l’esistenza dopo Build 2014 e subito dopo all’evento O’Reilly Solid, il programma “Windows Developer Program for IoT” è ufficialmente partito ieri !

L’annuncio è stato dato dal program manager, Steve Teixeira, sul blog di Windows sottolineando il lancio del nuovo portale Windows Developer for IoT e l’inizio della spedizione degli evaluation kit costituiti dalle board Intel Galileo con a bordo una versione specifica di Windows che supporta le API Arduino ed un sottoinsieme delle Win32.

Inoltre, sul sito della Microsoft Open Technologies è specificato che l’SDK sarà presto rilasciato in parte come open source.

Per chi si fosse già iscritto al programma, non gli resta che aspettare l’arrivo del kit direttamente a casa ma può iniziare a farsi un giro sul nuovo portale che già mette a disposizione tutte le informazioni sull’SDK con relativi esempi applicativi !

Azure Nodes : i servizi di Microsoft Azure in Node-RED !

azurenodes2

Dopo aver scritto l’articolo relativo all’installazione di Node-RED attraverso un Web Site in Microsoft Azure, ho deciso di iniziare un altro “piccolo” progetto open source strettamente legato alla “flow-based programming” con Node-RED utilizzando i servizi di Microsoft Azure.

Partendo dall’ Azure SDK per Node.js mi sono posto la seguente domanda : perché non mettere a disposizione degli utilizzatori di Node-RED tutti i servizi di Microsoft Azure nei loro “flow” ?

Da qui è nata l’idea del progetto Azure Nodes !

Questo progetto, disponibile su GitHub, aggiunge una serie di nodi (di colore “azure”) alla toolbox di Node-RED attraverso i quali poter interagire con i servizi di Microsoft Azure. La versione attuale è ancora in Beta e supporta esclusivamente le funzionalità del Service Bus (queue e topic/subscription) molto utili nell’Internet Of Things.

sample_topic_sub_flow

La documentazione è disponibile nelle pagine di Wiki relative al progetto stesso anche se l’utilizzo dei nodi è notevolmente semplice ed intuitivo.

sb_queue_in_node

Ci sono ancora molti (toppi ?) messaggi di debug visualizzati sulla console di Node.js ma voglio prima capire se il progetto può essere considerato valido ed interessante per gli utilizzatori. Per questo motivo, non esitate a contattarmi e darmi la vostra opinione !

Ovviamente, ho già provveduto ad attivare l’account Twitter @azurenodes !

IoT, breve introduzione alla scelta del protocollo … su HTML.it

Capture

Il percorso della guida introduttiva sullo sviluppo su Arduino si fa sempre più interessante, nell’avvicinamento al Cloud. L’ultimo capitolo appena pubblicato è una brevissima discussione sulla scelta del miglior protocollo per l’Internet of Things. Ovviamente, non è possibile ridurre un discorso complesso in pochissime righe ma è fondamentalmente utile per comprenderne l’utilizzo nei capitoli successivi. Il vasto panorama dei protocolli per l’IoT andrebbe affrontato con una guida a parte, considerando la sua ampia gamma di attori in gioco.

Flow-based programming per l’Internet of Things con Node-RED in Microsoft Azure

azure-ill

Uno dei migliori e più conosciuti tool per il “flow-based programming” e che fornisce ottimi strumenti per l’Internet of Things è sicuramente Node-RED. Esso è un progetto open source ospitato su GitHub e sviluppato da Nick O’Leary e Dave Conway-Jones della IBM, anche se non è assolutamente basato su tecnologie IBM. La sua caratteristica principale è che è completamente scritto in JavaScript ed HTML e si basa sul framework server-side NodeJS. Ciò significa che può essere eseguito su un qualsiasi PC in cui sia possibile installare NodeJS e con tutti i sistemi operativi disponibili da Windows a Linux passando per Mac OS X.

Questo articolo non intende essere una guida introduttiva o completa a Node-RED ma vuole mostrare come quest’ultimo possa essere eseguito nel cloud ! Grazie alle sue fondamenta in NodeJS e la potenza di tutti i servizi Microsoft Azure, è possibile creare un Azure Web Site per un’applicazione NodeJS che ospiti Node-RED in modo da potervi accedere, controllare e svilupparci ovunque ci troviamo !

In questo modo, non c’è bisogno di mettere su un server “on premise” oppure a casa una delle board maggiormente utilizzate dai makers come la Raspberry Pi o la Intel Galileo. Queste soluzioni vanno bene per scenari dove c’è poco carico e traffico sui “flows” di Node-RED ma per ottenere un sistema altamente scalabile con milioni di connessioni, l’unica soluzione possibile è quella di utilizzare una PaaS come Microsoft Azure.

Siete interessati a sapere come si ? Partiamo !

Deploy in un Local Git repository su Azure

Il primo passo da fare è quello di procurarsi il codice sorgente di Node-RED, poichè è necessario eseguire una piccola modifica al codice stesso. Abbiamo a disposizione molteplici soluzioni per farlo, grazie alla funzionalità di integrate source control fornita da Azure per i Web Sites. Quando si crea un Web Sites, è possibile impostare il deploy da un source control system in modo che ogni modifica apportata al proprio repository (locale o remoto) viene automaticamente distribuita in produzione su Azure. Il codice sorgente può essere su Visual Studio Online, in un Local Git repository (su Azure), GitHub, Dropbox, Bitbucket, CodePlex oppure su un qualsiasi altro repository esterno basato su Git o Mercurial.

Nel caso di Node-RED, le possibili soluzioni sono quelle di usare un Local Git repository oppure un repository remoto su GitHub. Nel corso dell’articolo, li vedremo entrambi per completezza ma ciascuno di voi potrà scegliere il modo migliore in base alle proprie esigenze.

In primo luogo, bisogna creare un Azure Web Site utilizzando il management portal online.

01

Per impostare un deploy da un source control system, è possibile utilizzare il link corrispondente nella pagina principale del Web Site appena creato.

02

Per utilizzare un Local Git repository, è necessario selezionare la corrispondente voce “Local Git repository”.

03

Per abilitare il publishing attraverso Git, la prima volta che viene utilizzato, il management portal chiede di impostare le credenziali di accesso (username e password). Queste credenziali sono comuni a tutti i Web Sites, per cui se sono state già impostate, non verrano richieste nuovamente. Al termine di questa operazione, Azure crea un repository Git locale in cui è possibile pubblicare la propria applicazione; per farlo il portale ci mostra i passi da eseguire : scaricare ed installare Git sul proprio PC, creare un repository Git locale e committare l’applicazione sul repository remoto in Azure.

In questo caso, l’applicazione locale è Node-RED per cui è necessario scaricarne il codice sorgente attraverso il file zip disponibile sul sito ufficiale. Una volta estratti i file in una cartella sul proprio PC (nel mio caso C:\Users\Paolo\Source\Repos\node-red-0.8.0), usando la Git Bash (nella medesima cartella di Node-RED) è possibile creare il repository locale, aggiungere i file dell’applicazione ed eseguire il primo commit in locale attraverso I seguenti comandi :

git init

git add .

git commit –m “Initial Node-RED commit”

04

(E’ necessario ricordare che per eseguire il commit, Git richiede di impostare email e username mediante il comand git config per i parametri user.email e user.name)

Il passo successivo consiste nell’aggiungere un server Git remoto ed eseguire il push del master branch sul repository in Azure; dal management portal, nella dashboard del Web Site, è possibile ricavere il nome di tale repository. I comandi da eseguire sono i seguenti :

git remote add azure [repository URL on Azure]

git push azure master

Ovviamente, Git chiede la password per la connessione al repository remoto ed al termine di tale operazione, Azure inizia il deploy, il cui risultato è visibile nel tab Deployments del management portal.

05

Durante la fase di deploy, Azure esegue anche npm (NodeJS Package Manager) per poter installare tutti i moduli necessari a Node-RED per poter funzionare; tale informazioni è ricavata attraverso il file package.json.

A questo punto sembra di aver finito ma purtroppo navigando all’URL del sito non saremo in grado di visualizzare il tool visuale di Node-RED per la creazione dei “flows”. Per risolvere questo problema è necessario effettuare una piccola modifica al file settings.js impostando opportunamente il parametro uiPort nel modo seguente :

// the tcp port that the Node-RED web server is listening on
uiPort: process.env.PORT || 1880,

Al termine dell’articolo sarà più chiaro il perchè di tale modifica.

A questo punto, bisogna committare in locale le modifiche ed aggiornale sul repository in Azure in modo da avviare il re-deploy automatico.

git add .

git commit –m “uiPort setting changed”

git push azure master

Prima di poter utilizzare Node-RED, manca un ultima modifica. Il tool visuale fa uso intensivo del protocollo WebSocket che è necessario abilitare nella Configure tab del management portal per il Web Site corrente. Resta inteso che questo passo è necessario solo se utilizziamo il tool per la creazione dei “flows” che, come sappiamo, sono dei file JSON che potremmo anche sviluppare in locale e caricare in Azure.

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Dopo aver eseguito il salvataggio, navigando al Web Site con il proprio browser sarà possibile vedere in esecuzione il tool visuale e Node-RED. Siamo pronti per creare i nostri “flows” !

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Deploy attraverso un repository su GitHub

La seconda possibilità consiste nell’utilizzare un repository su GitHub. Ovviamente, potremmo utilizzare quello ufficiale di Node-RED ma in questo caso non potremmo eseguire la modifica necessaria al file settings.js. Per questo motivo, un buon modo è quello di creare un fork del repository originale attraverso il proprio account GitHub.

Per farlo, è necessario accedere a GitHub con le proprie credenziali, andare sul repository di Node-RED e cliccare su fork.

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Una volta completato il fork, GitHub avrà creato un repository con un URL di questo tipo https://github.com/<username>/node-red in modo da poterlo clonare sul proprio PC attraverso la Git Bash nel modo seguente :

git clone /node-red.git">/node-red.git">https://github.com/<username>/node-red.git

Al termine del cloning, possiamo modificare il file settings.js (come fatto in precedenza) ed eseguire il commit sul repository.

git add .

git commit –m “uiPort setting changed”

git push

In questo caso, non abbiamo alcun bisogno di un repository Git su Azure poichè stiamo utilizzando quello di GitHub al quale faremo puntare Azure stesso nel momento della creazione del Web Site.

Dopo aver creato un nuovo Web Site come fatto in precedenza, impostiamo il deploy attraverso il source control GitHub.

09

Microsoft Azure si connette a GitHub e chiede l’autorizzazione a poter accedere a tutti i repository del proprio account in modo da poterci far selezionare a quale repository deve collegarsi per farne il deploy.

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Come già fatto in precedenza, è necessario abilitare il protocollo WebSocket per ottenere così l’applicazione visuale di Node-RED pronta ed in esecuzione !

Test di Node-RED su Azure con un semplice flow di debug

Per essere sicuri che l’applicazione Node-RED stia funzionando correttamente, possiamo realizzare un semplice flow di debug con i due soli seguenti nodi :

  • inject : permette di iniettare dati in un flow. Il valore di default del payload del messaggio è il timestamp che può essere cambiato in fase di configurazione del nodo;
  • debug : permette la stampa del payload del messaggio ricevuto nella finestra di debug;

Aggiungiamo e colleghiamo i due nodi nel modo seguente.

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Cliccando su Deploy, il flow viene deployato ed eseguito nell’istanza di Node-RED e se proviamo a cliccare sul nodo di inject, vedremo il timestamp visualizzato nella finestra di debug. Il nostro flow è in esecuzione su Azure !!

IISNode … la magia per avere Node-RED su Azure

Il componente principale che permette l’esecuzione di applicazioni NodeJS su Azure è il modulo ISS chiamato IISNode, i cui vantaggi sono i seguenti :

  • ha cura del ciclo di vita del processo node.exe;
  • NodeJS è per natura single threaded ma IISNode permette la creazione di più processi node.exe e di gestire il carico delle richieste tra più istanze;
  • si assicura che se un’applicazione NodeJS viene aggiornata, il processo node.exe venga riciclato;
  • fornisce l’accesso alle informazioni di log via HTTP;

Talvolta, per garantire l’esecuzione delle applicazioni NodeJS su IISNode sono necessari alcuni piccoli accorgimenti al codice sorgente dell’applicazione stessa ed in particolare l’impostazione della porta HTTP di ascolto attraverso la variabile d’ambiente process.env.PORT. Ciò spiega il perchè del fatto che il tool visuale di Node-RED non può essere in ascolto sulla porta 1880 (default) ma è necessario impostare la porta su cui è in ascolto IISNode in HTTP.

Conclusioni

Node-RED è un validissimo tool per la realizzazione di progetti per l’Internet of Things attraverso dei “flows” con una UI eseguita all’interno di un browser. Il problema principale è strettamente legato alla sua distribuzione.

Le soluzioni “on premise” o locale vanno bene per scenari semplici ma sicuramente non per scenari enterprise. In questo caso possiamo utilizzare le funzionalità di Azure per l’esecuzione delle applicazioni NodeJS aggiungendo anche la scalabilità e la gestione del carico grazie al modulo IISNode all’interno di IIS.

Arduino, sviluppiamo il nostro primo driver … su HTML.it

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La guida introduttiva allo sviluppo su Arduino entra nel vivo con un capitolo dedicato alla realizzazione di un vero e proprio driver e nel caso specifico per un sensore di temperatura.

L’obiettivo è quello di ottenere un’interazione con il mondo che ci circonda e ricavare una grandezza fisica da trasformare in un dato da inviare al Cloud !

M2Mqtt : aggiunto il supporto per il tracing nel client MQTT

La libreria M2Mqtt è giunta alla versione 3.4.0.0 con un’utile funzionalità come il tracing in modalità di debugging.

Il progetto ha la nuova classe Trace che espone il membro statico TraceListener il quale è dichiarato attraverso il seguente delegate :

   1: // delegate for writing trace
   2: public delegate void WriteTrace(string format, params object[] args);

In questo modo, è possibile scegliere la propria modalità di tracing assegnando a questo delegate un metodo con la medesima firma. Inoltre, è possibile stabilire il livello di tracing attraverso l’impostazione del membro statico TraceLevel sulla base dei seguenti possibili valori dell’enumerativo :

   1: /// <summary>
   2: /// Tracing levels
   3: /// </summary>
   4: public enum TraceLevel
   5: {
   6:     Error = 0x01,
   7:     Warning = 0x02,
   8:     Information = 0x04,
   9:     Verbose = 0x0F,
  10:     Frame = 0x10
  11: }

Un semplice esempio applicativo di uso del tracing potrebbe essere il seguente :

   1: Trace.TraceLevel = MqttUtility.TraceLevel.Verbose | MqttUtility.TraceLevel.Frame;
   2: Trace.TraceListener = (f, a) => System.Diagnostics.Trace.WriteLine(System.String.Format(f, a));

In questo caso, attraverso una lambda expression, tutti i messaggi di trace vengono scritti sulla finestra di output di Visual Studio.

   1: SEND CONNECT(protocolName:MQIsdp,protocolVersion:3,clientId:testId,willFlag:False,willRetain:False,willQosLevel:2,willTopic:,willMessage:,cleanSession:False,keepAlivePeriod:60)
   2: RECV CONNACK(returnCode:0)
   3: SEND SUBSCRIBE(messageId:1,topics:[/foo/#,/foo/+/baz],qosLevels:0202)
   4: RECV SUBACK(messageId:1,grantedQosLevels:0202)
   5: RECV PUBLISH(messageId:1,topic:/foo,message:48656C6C6F)
   6: SEND PUBREC(messageId:1)
   7: RECV PUBREL(messageId:1)
   8: SEND PUBCOMP(messageId:1)
   9: Hello
  10: SEND PUBLISH(messageId:2,topic:/thank,message:5468616E6B20596F7520212031)
  11: RECV PUBREC(messageId:2)
  12: SEND PUBREL(messageId:2)
  13: RECV PUBCOMP(messageId:2)

La nuova versione è disponibile sul CodePlex, Nuget e nella Microsoft Code Gallery. Ad essa va aggiunto anche l’aggiornamento della M2Mqtt4CE per l’immagine di Windows Embedded Compact 2013 !

Arduino e l’accesso alla “grande rete” … su HTML.it

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Altro capitolo della mia guida introduttiva su Arduino e questa volta si inizia a parlare di connessione alla grande rete dalla Ethernet shield ad un semplicissimo client HTTP.

Ovviamente, questo non è nient’altro che la preparazione verso l’accesso al cloud !

.Net Micro Framework ed Internet Of Things : un rapido sguardo alle news in arrivo ed al futuro a lungo termine

Cattura

 

 

 

 

 

Negli ultimi giorni ho letto molte cose interessanti sul futuro del .Net Micro Framework …

In primo luogo, un post sul community forum della GHI Electronics che parla del piano dei prodotti .Net Gadgeteer per il 2014. Gary, impiegato GHI, dice :

We have some very exciting news to share with you today. First of all, we have been communicating your feedback to Microsoft and they have been very responsive. We can't share all the details yet but we can tell you that you will be very happy with what Microsoft will announce very soon.

In queste parole ci sono due punti principali :

  • GHI ha riportato a Microsoft i feedback di tutti gli utilizzatori del .Net Micro Framework e dei prodotti .Net Gadgeteer con l’intenzione di migliorare il framework;
  • Sono all’orizzonte più dettagli e news che Microsoft annuncerà presto nei prossimi giorni (settimane ? mesi ?). Avremo così news ufficiali sul futuro del .Net Micro framework;

Sicuramente sono punti significativi !

Un’altra cosa che ho notato è sul sito ufficiale del progetto .Net Micro Framework su CodePlex.

A partire da fine Maggio 2014, Steve Maillet è project member. Steve è già stato program manager sul .Net Micro Framework dal 2007 al 2011 e successivamente passato al team Windows Embedded. Penso che il suo ritorno sia una buona notizia, perchè con la sua esperienza la piattaforma migliorerà sicuramente. Inoltre, Steve avrà una sessione alla DotNetConf su “.Net Micro Framework and IoT” per mostrarne pubblicamente le principali caratteristiche ed il relativo uso nell’Internet Of Things.

Ultimo ma non meno importante è l’aggiornamento sulla pagina principale del progetto su CodePlex il 16 Giugno (sempre da parte di Steve) …

In preparation for the longer term future of .NET MF we are in the process of some changes to the use of CodePlex. (Including switching to a GIT repository model to make things easier for a true OSS development process). As part of this transition everyone's permissions were reset to "editor" status, thus denying check-in permissions on the TFS tree. Fear not! This isn't a permanent change. We'll have more details on the results of the changes and the process for contributing into the official repositories in the very near future so stay tuned.

Il punto principale è la frase iniziale che parla di un futuro a lungo termine del .Net Micro Framework supportato da Microsoft; possiamo considerarla una grande notizia considerato l’ultimo anno trascorso senza aggiornamenti (a meno del rilascio a Febbraio del .Net MF 4.3 RTM QFE1).

In conclusione, sembra che in un futuro molto vicino ci saranno grandi novità ed aggiornamento sul futuro del .Net Micro Framework che è vivo e vegeto; Microsoft immagina che abbia un grande potenziale da sfruttare nell’Internet of Things per fornire ai clienti una soluzione completa con l’offerta di Microsoft Azure : dai device al cloud !

Per questo … restate sintonizzati !

UPDATE [19 Giugno 2014]

Oggi Steve Maillet ha creato una planned version del framework sul sito ufficiale CodePlex : .Net Micro Framework v4.Next !!

Un’altra grande notizia !

UPDATE [27 Giugno 2014]

Hello !!

Questo è il titolo del post scritto da Salvador Ramirez, program manager Microsoft, sul blog ufficiale del .Net Micro Framework. Il team sta lavorando duramente per migliorare il framework e vuole basarsi fortemente anche sull’aiuto della community come progetto open source. Una novità è stata svelata … ci sarà a breve l’integrazione con Visual Studio 2013 !

UPDATE [11 Luglio 2014]

Il lavoro di Salvador Ramirez sulla stato del .Net Micro Framework continua. Questa volta è stata aggiornata la home page del progetto su CodePlex ma soprattutto Salvador ha fornito una serie di risposte nel forum del .Net Micro Framework sul sito ufficiale. In primo luogo, ha confermato il supporto imminente per Visual Studio 2013 e l’introduzione dei generics richiesta da molti. Infine, ha ribadito il lavoro all’interno del team a chi si era già reso conto di un “refresh” in corso. Con questi interventi, possiamo essere certi di una cosa : il progetto .Net Micro Framework è vivo e vegeto, la Microsoft lo ha ripreso in pugno ed è intenzionata a portarlo avanti. Sicuramente per l’estate avremo grandi novità (almeno quelle preannunciate) … poi solo il tempo ci dirà come stanno le cose !

UPDATE [24 Luglio 2014]

Questa volta tocca alla licenza. Stave Maillet ha aggiornato il file di licenza del .Net Micro Framework indicandone il nuovo copyright assegnato alla Microsoft Open Technologies !

.NET Micro Framework

Copyright (c) Microsoft Open Technologies, Inc. All rights reserved.

Ad esso vanno aggiunte le licenze sullo stack lwIP, il kit OpenSSL ed il protocollo Dallas 1-Wire.

Better Embedded 2014 : sarò speaker sull’Internet of Things !

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Quest’anno avrò l’enorme piacere ed onore di essere speaker all’unica conferenza formativa italiana sul mondo embedded, Better Embedded 2014, che si svolgerà il 4 e 5 Luglio a Firenze presso l’Hotel Londra.

La mia sessione sarà dedicata all’Internet of Things con uno sguardo alla “guerra” tra i principali protocolli utilizzati quali HTTP (REST), AMQP, MQTT e CoAP (ad essi aggiungerò presto anche XMPP e DDS). Il confronto tra di essi sarà letteralmente sul campo, quindi non più un’introduzione ai protocolli stessi ma singole battaglie su campi diversi in cui ciascun protocollo cercherà di avere la meglio sugli altri.

Ci sarà un vincitore ? Per saperlo non vi resta che iscrivervi all’evento e venire a seguire la mia sessione !

Arduino, leggere i movimenti da un potenziometro…su HTML.it

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Dopo aver parlato di Physical Computing nel capitolo precedente, la mia guida introduttiva su Arduino è giunta al quinto appuntamento in cui si affronta il semplice utilizzo di un potenziometro mediante un esempio, per iniziare a capire come poter gestire i pin analogici.

Dal prossimo capitolo, senza svelarvi nulla e rovinarvi la sorpresa, inizia il nostro viaggio che porterà la nostra board sul Cloud !

IoT@Work : si è svolto a Roma l’evento sull’Internet of Things

Venerdì 6 Giugno si è tenuto l’evento IoT@Work a Roma presso la sede Microsoft, organizzato dalla community romana DomusDotNet e dalla community online TinyCLR.it (di cui faccio parte).

Grazie all’ospitalità di Massimo Bonanni e di tutti i ragazzi della community, abbiamo trascorso un’intera giornata all’insegna dell’Internet of Things.

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La mattinata, molto teorica, è iniziata con Mirco Vanini che ci ha illustrato che cosa è e cosa non è l’Internet delle Cose, con una serie di casi d’uso reali e le proiezioni future di questo nuovo business. La sessione successiva ha visto me stesso come protagonista nell’affrontare da un punto di vista tecnico i principali protocolli che sono utilizzati maggiormente nell’IoT, ciascuno con i proprio vantaggi e svantaggi. Le sessioni mattutine sono state concluse da Lorenzo Maiorfi che ci ha parlato di “flow-programming”, del suo campo di applicazione nell’IoT e di due principali strumenti che possono essere utilizzati a questo scopo : NodeRed ed Orleans.

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Dopo la pausa pranzo, abbiamo ripreso con una parte assolutamente pratica ed una demo corale (io, Mirco e Lorenzo insieme) che ha visto protagonista ventole, luci, prese comandate, sensori ed attuatori pilotati e coordinati da un broker su base NodeRed …. insomma un intero sistema di domotica casalinga e/o industriale. Infine, Francesco Baldassarri ci ha illustrato quali sono gli strumenti che Intel mette a disposizione degli sviluppatori per l’IoT (vedi la board Galileo) e quali saranno le novità future !

Come sempre, in un evento del genere, fa sempre piacere avere il riscontro delle persone, soprattutto quando ti contattano il giorno dopo per farti le congratulazioni ed avere delucidazioni in merito !

Insomma…chi non è venuto…non potrà mai sapere cosa si è perso !

Occhiolino

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